sabato, aprile 10, 2004

La Settimana Santa a Mola

Qualche commento a caldo sulle trascorse iniziative legate ai riti della Settimana Santa a Mola. Con connotazioni positive per quanto riguarda il contenuto storico degli stessi riti, che, a differenza di altre manifestazioni di altri centri pugliesi, sono di antica tradizione e non integrazioni o invenzioni dello scorso secolo. Impressione positiva per la volontà, anche se quasi larvale, di rispolverare pezzi di storia che sembravano oramai perduti. Mi riferisco in particolare al caratteristico passaggio della processione del Cristo Morto nei pressi della chiesa della Purificazione, con l'incontro sul sagrato fra la Madonna dello Spasimo e il Figlio morto. E' stato un momento particolare, perchè denso di storia e caratteristiche insite nel nostro territorio: a partire dalla presenza delle confraternite, segno distintivo del sud; nonchè la rarità dell'iconografia della Madonna dello Spasimo vestita di bianco e non, come di solito avviene, di nero.

Accezioni negative per quanto invece concerne l'organizzazione, anche a livello comunale. Non c'è una vera e propria integrazione fra questi riti e la realtà moderna. In molti paesi quando passano le processioni serali si spengono luci, lampioni, insegne di negozi. Infelice invece l'idea di anticipare la processione del Cristo Morto alle 21 (in origine la processione usciva alle 4 del mattino, non vedo perchè non fare una via di mezzo?), passata in una piazza XX settembre vociante e festiva, illuminatissima di lampioni e insegne al neon, che non ha permesso di apprezzare il fascino del canto del Vexilla Regis intonato dai confratelli, nonchè la mancanza di elementi antichi, quali gli strumenti che accompagnavano la processione fino a qualche anno fa. Se si pensa che per queste occasioni intere strade vengono sgomberate dalle macchine, con grande disagio dei residenti, non vedo perchè un piccolo ulteriore sforzo non possa permettere una riuscita più piena di questi eventi (esempio, spegnendo i lampioni, e pubblicizzando gli eventi nei paesi limitrofi), anche in vista di una riqualificazione urbana, che passa anche attraverso questi scenari, che sicuramente non hanno nulla da invidiare ai paesi limitrofi, in ricchezza culturale e fascino, purtroppo soltanto sminuito da una cattiva gestione degli eventi. Per questo auspico una sorta di "restauro" di queste manifestazioni, in vista di un effettivo recupero di importanti beni culturali quali le tradizioni popolari molesi.

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martedì, aprile 06, 2004

Incollo alcune considerazioni di carattere tecnico, da un sito che prende in analisi gli interventi urban svolti a Genova.

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STATO DELL'ARREDO URBANO

Pubblicità
Le insegne dei negozi sono disciplinate da apposito regolamento, con norme estetiche di carattere generale. Singolarmente sono oggetto di valutazione di merito da parte del Comune. Nonostante la rapidità delle procedure di autorizzazione, esiste il problema dell'abusivismo.

Segnaletica turistica
Esistono cartelli esplicativi multilingue per ambiti storici tematici e altri per singoli palazzi. E' allo studio un sistema di segnaletica direzionale.

Illuminazione
L'impianto della prima elettrificazione è stato rinnovato negli anni '70 con lampade a vapori di mercurio a luce bianca. E' in fase di avvio un ulteriore rinnovo con lampade a ioduri metallici che forniscono maggior comfort visivo e ancora minore interferenza sui colori dell'ambiente. Il nuovo apparecchio illuminante assomiglia alle lampade marinare ma non ha connotazione "falso antica". Per ambiti particolari (waterfront, piazza Caricamento, via Garibaldi) sono allo studio impianti speciali, volti ad illuminare ambienti e facciate piuttosto che percorsi.

Colori edifici
Da segnalare la forte presenza di facciate affrescate con motivi architettonici o figurativi (vedi gli Atti del Convegno Internazionale "Genua Picta") tutelate dalla Legge 1089/39 in quanto beni di interesse storico-artistico nazionale. Il vincolo comporta agevolazioni fiscali ed è gestito dalla Soprintendenza.
Le coloriture di tutti gli altri edifici di Genova vengono concordate con il Comune ai sensi del Regolamento Edilizio. Ogni singolo intervento è schedato. In caso di ambiti omogenei si procede con piani del colore.

Tetti in ardesia
Elemento di connotazione architettonica e paesistica esclusivo data la patina madreperlacea dell'ardesia ligure, a differenza di quella scura centro- europea. Costi crescenti e problemi di cava sono fattori di rischio per la continuità della tradizione.

Pavimentazioni
Procede il rinnovo: quando possibile, con recupero di masselli di "Pietra di Promontorio" (cava esaurita) di colore grigio scuro e durezza superiore all'arenaria normale, dei mattoni rosso cupo e dei ciotoli di mare. Anche in questo caso, Genova rischia la perdita di caratteri peculiari a causa dell'esaurimento di cave e della chiusura di fornaci tipiche.








postato da: Talis alle ore 21:32 | Permalink | commenti
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venerdì, aprile 02, 2004

:) Ho inviato una lettera alla redazione di Città Nostra, il giornale locale che credo tutti conoscerete.
Vi riporto la lettera per conoscenza, anche se al momento non ho ricevuto alcuna risposta.

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:) Ops, hanno pubblicato la mia lettera sul giornale! Mi impegno a trascriverne al più presto la risposta! :-)

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Gentilissima Redazione di "Città Nostra",

Sono ormai da alcuni mesi vostro lettore, e spero non me ne vorrete se muovo qualche critica al vostro giornale, critica che del resto vuole essere costruttiva, nell'ottica che si possa davvero parlare di una "città nostra".
Ho qui fra le mani il numero di Marzo del vostro mensile e purtroppo sono rimasto spiacevolmente sorpreso di non trovare, dopo anche diversi mesi, menzione di un avvenimento che credo stia particolarmente a cuore a diversi molesi. Sto parlando degli importanti lavori di restauro che dalla scorsa estate interessano le strutture della chiesa di Loreto. Possibile che non ve ne siate accorti? Se poi si aggiunge che la parrocchia si sta adoperando in diverse iniziative (come il tradizionale falò di San Giuseppe) volte al recupero di fondi per i lavori, dovuti dalla stessa nella misura credo del 10%, questa mancanza mi sembra a mio avviso inspiegabile.
La chiesa di Santa Maria di Loreto è sicuramente uno dei simboli più importanti per la nostra comunità; del resto anche nell'articolo da voi dedicato al Desprez compare la sua incisione che ritrae Mola proprio vista in cala Loreto... lascio a voi ulteriori riflessioni in merito.
Credo poi che sia anche opportuno creare una maggiore continuità nell'informazione: ad esempio, si parlava l'anno scorso della ricostruzione della chiesetta di San Giovanni con la formazione di un comitato, ma a che punto siamo? Questo progetto è stato abbandonato? E per quanto riguarda Urban a che punto siamo? Quali sono in concreto i progetti? Come ci si sta muovendo?
Insomma gli interrogativi dei lettori sono tanti, e dispiace vedere troppe pagine dedicate alle beghe politiche (anche se l'intenzione nel preservare la libertà di informazione è nobilissima), quando invece si potrebbe cogliere il senso dell'impegno politico anche nella cura verso la città stessa, nel governo, nell'attenzione del bene pubblico che è affidato ad ogni comune cittadino.
Nel raggiungere determinati propositi (se condivisi, spero) si dovrebbe quindi attuare un effettivo incontro con i lettori, e con i molesi in generale: vi consiglio per questo anche di farvi un giro fra le pagine stesse di internet dove diversi forum si sono accesi intorno a numerose discussioni, come su
www.molanotizie.it, www.moladibari.com, solo per citarne alcuni.
Nella speranza di essere stato bonariamente provocatore, vi saluto cordialmente :)
[Lettera firmata]












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