La Settimana Santa a Mola
Qualche commento a caldo sulle trascorse iniziative legate ai riti della Settimana Santa a Mola. Con connotazioni positive per quanto riguarda il contenuto storico degli stessi riti, che, a differenza di altre manifestazioni di altri centri pugliesi, sono di antica tradizione e non integrazioni o invenzioni dello scorso secolo. Impressione positiva per la volontà , anche se quasi larvale, di rispolverare pezzi di storia che sembravano oramai perduti. Mi riferisco in particolare al caratteristico passaggio della processione del Cristo Morto nei pressi della chiesa della Purificazione, con l'incontro sul sagrato fra la Madonna dello Spasimo e il Figlio morto. E' stato un momento particolare, perchè denso di storia e caratteristiche insite nel nostro territorio: a partire dalla presenza delle confraternite, segno distintivo del sud; nonchè la rarità dell'iconografia della Madonna dello Spasimo vestita di bianco e non, come di solito avviene, di nero.
Accezioni negative per quanto invece concerne l'organizzazione, anche a livello comunale. Non c'è una vera e propria integrazione fra questi riti e la realtà moderna. In molti paesi quando passano le processioni serali si spengono luci, lampioni, insegne di negozi. Infelice invece l'idea di anticipare la processione del Cristo Morto alle 21 (in origine la processione usciva alle 4 del mattino, non vedo perchè non fare una via di mezzo?), passata in una piazza XX settembre vociante e festiva, illuminatissima di lampioni e insegne al neon, che non ha permesso di apprezzare il fascino del canto del Vexilla Regis intonato dai confratelli, nonchè la mancanza di elementi antichi, quali gli strumenti che accompagnavano la processione fino a qualche anno fa. Se si pensa che per queste occasioni intere strade vengono sgomberate dalle macchine, con grande disagio dei residenti, non vedo perchè un piccolo ulteriore sforzo non possa permettere una riuscita più piena di questi eventi (esempio, spegnendo i lampioni, e pubblicizzando gli eventi nei paesi limitrofi), anche in vista di una riqualificazione urbana, che passa anche attraverso questi scenari, che sicuramente non hanno nulla da invidiare ai paesi limitrofi, in ricchezza culturale e fascino, purtroppo soltanto sminuito da una cattiva gestione degli eventi. Per questo auspico una sorta di "restauro" di queste manifestazioni, in vista di un effettivo recupero di importanti beni culturali quali le tradizioni popolari molesi.






