
Dove si trova questo meraviglioso particolare architettonico???
:) Il quiz stavolta è semplice!


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Ignoto Pittore Pugliese |
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Inv. 1993 n. 101 (già 165) |
La tavola proviene dalla chiesa di Santa Maria di Loreto di
Mola di Bari (Bari); nel 1929 fu concessa, a titolo di deposito, dalla Curia Arcivescovile di Bari alla Pinacoteca Provinciale .
Soggetto e Iconografia
L'opera ha l'aspetto di una gigantesca figurina devozionale; essa mostra San Rocco a figura intera, perfettamente frontale, davanti ad un drappo di tessuto fermato da due angeli ripresi nei due angoli superiori e reggenti due cartigli con iscrizione.
Il Santo indossa un ampio mantello rosso che, aprendosi sul davanti, lascia vedere la corta vesticciola scampanata stretta in vita da una cinturetta. Sul capo, incorniciato da fluenti capelli rossicci, indossa un cappello nero a falde; calza stivaletti morbidi e regge con la destra un bastone.
San Rocco infatti, viaggiò per tutta l'Europa dedicandosi alle cure degli appestati ed è per questo che viene raffigurato con il bastone, il mantello e la bisaccia che contraddistinguono i pellegrini. Caratteristico di San Rocco è il gesto con cui, scoprendosi, mostra un bubbone sulla parte interna della coscia, il punto del corpo dove di solito comparivano i primi segni della malattia.
Notizie storico-critiche
L'opera rivela caratteri stilistici legati alla cultura tardo-gotica, nella ricchezza decorativa, nella cromia vivacissima, nel gusto per i particolari dell'abbigliamento, che sembrano consoni ad un artista pugliese operante tra la fine del '400 e gli inizi del '500, diffusore in Puglia della cultura pittorica originaria dell' Umbria e delle Marche.
Tale ignoto pittore potrebbe aver realizzato l'opera su modelli iconografici anche bizantini diffusi attraverso le stampe delle figure devozionali.
Edicola di San Rocco: il santo è tornato al suo posto dopo essere stato rimosso per precauzione contro i furti.



) dall'affissione, in corrispondenza del "Web Point - punto di accesso pubblico", sotto i nostri occhi di un cartello che grossomodo raccomandava l'utilizzo del computer ai soli esclusivi usi di ricerca "culturale" e studio - nel limite, giustamente imposto, di mezzora.
